L’infarto è una delle malattie più mortali al mondo. Negli Stati Uniti ha superato il cancro come killer numero uno, e anche in Italia è molto frequente.

Pressione alta, colesterolo alle stelle, tabagismo e cattive abitudini alimentari sono fra le cause più comuni dell’infarto. Ma esistono altre 5 cause connesse a questa condizione: diabete, obesità, cattiva alimentazione, inattività fisica e consumo eccessivo di alcool.

La metà degli attacchi di cuore avvengono fuori dagli ospedali, e la capacità di prevenirlo e prevederlo è la chiave per la sopravvivenza. Di seguito ti indichiamo i 6 sintomi che possono annunciare un infarto.

Fastidio nel petto: Uno dei sintomi più comuni, e può comparire in vari modi. Alcune persone sentono una pressione nel petto, altre un vero e proprio bruciore. Questi sintomi possono comparire sia mentre si effettua attività fisica che mentre si riposa. Il nostro consiglio è quello di recarsi dal medico in caso di fastidio nel petto.

Stanchezza: Una improvvisa sensazione di stanchezza, senza un motivo apparente, potrebbe essere un sintomo di infarto. Il cuore lavora di più quando le arterie cominciano a chiudersi. Ciò potrebbe portarci a dormire di più o sentire il bisogno di dormire più spesso.

Raffreddori prolungati: Potrebbero essere un segnale di insufficienza cardiaca. Se il cuore fa fatica a distribuirlo in tutto il corpo, il sangue può filtrarsi nei polmoni. Se la tosse è accompagnata da muco bianco o rosa, potrebbe essere dovuto al sangue presente nei polmoni.

Gonfiore: Facendo fatica a pompare il sangue, le vene possono cominciare a gonfiarsi. Piedi, caviglie e gambe sono i punti dove questo sintomo si rende più evidente, in quanto più lontani dal cuore.

Vertigini: La circolazione sanguigna è limitata con un cuore debole, e il cervello potrebbe non ricevere la quantità di ossigeno di cui ha bisogno.

Fiato corto: La mancanza di fiato potrebbe essere un altro sintomo di un infarto imminente. Cuore e polmoni lavorano all’unisono: quando il cuore comincia a funzionare male, i polmoni non ricevono la quantità d’ossigeno di cui hanno bisogno.