Da qualche anno è tornato in auge il carbone vegetale, un rimedio naturale che sembrerebbe essere la panacea a tutti i mali o quasi.
Il fenomeno ha raggiunto una portata tale che a un certo punto si è addirittura iniziato a colorare di nero pane, pizza, frullati, gelati, tutto color carbone.
E sebbene questa moda di usarlo un po’ ovunque sembrerebbe rientrata, le capsule di carbone vegetale, quelle fanno bene davvero. Ecco tutto quello che c’è da sapere.

Che cos’è il carbone vegetale

Il carbone vegetale è un sottoprodotto della combustione della legna e aiuta a combattere disturbi digestivi che vanno dal reflusso ai dolori addominali alla diarrea.

Si tratta di una polvere nera, derivata da una prima combustione di legno avvenuta in ambiente privo di ossigeno, che poi viene “attivata”, ovvero le si conferisce porosità in grado di assorbire gas o liquidi in eccesso presenti nell’apparato gastro-intestinale.
Il carbone così ottenuto, inoltre, ha anche un’azione disinfettante.
Le sue proprietà sono in realtà note sin dall’antichità, ma è negli ultimi anni che si sono riscoperte.

Quando usare il carbone vegetale

Vista la sua capacità assorbente, il carbone vegetale è l’ideale da assumere per bocca per i disturbi dell’apparato digerente, dopo aver verificato col medico o col farmacista se può andare effettivamente bene nel caso specifico.

Viene consigliato in casi di fermentazione, difficoltà digestive, diarrea da farmaci, colon irritabile, tossine o germi, meteorismo, pancia gonfia, aerofagia, gastrite, dolori addominali e reflusso o acidità di stomaco.
Un altro uso che si fa del carbone naturale è nei casi di alitosi o di ipercolesterolemia.

Carbone vegetale in cosmesi naturale

Il carbone vegetale può essere usato anche esternamente: applicato sulla pelle è un ottimo rimedio contro le punture di insetti e ragni se mescolato con del bicarbonato di sodio.

Anche la cosmesi naturale sembrerebbe trarre beneficio dall’utilizzo del carbone: lavarsi i denti con la polvere di carbone parrebbe essere un ottimo rimedio per sbiancarli, anche se in realtà molti professionisti sconsigliano questa pratica, perché il carbone è estremamente abrasivo e potrebbe danneggiare perennemente lo smalto dentale: insomma, verificate con il vostro dentista prima di fare esperimenti su di voi.

Differenze tra carbone vegetale ed erbe carminative

Spesso, a chi soffre di disturbi come quelli che abbiamo enunciato sopra, vengono consigliate le erbe carminative, come finocchio, cumino, menta, zenzero e peperoncino.

Il carbone vegetale, anche se sembrerebbe indicato negli stessi casi in cui si usano questi rimedi, non ha invece proprietà carminative (ovvero che promuovono l’espulsione dei gas intestinali) ma, al contrario, solo assorbenti.

Fonte: Soluzioni Bio

via Informare per Resistere