Vitamina B? In realtà non si tratta di una vitamina ma di un gruppo di vitamine (complesso B) idrosolubili. Queste, a differenza di quelle liposolubili, non vengono immagazzinate. L’eccesso viene  eliminato con le urine. Un eccesso può dare tossicità.

Le vitamine del gruppo B vengono sintetizzate dai vegetali, tranne la B12 che viene  sintetizzata solo da batteri.

Svolgono il ruolo di coenzima (cofattori fondamentali per il funzionamento di alcuni enzimi) in reazioni metaboliche di vitale importanza.

Ad esempio, dalla vitamina B6 (Piridossina) deriva il coenzima Piridossalfosfato (PLP) che agisce da trasportatore intermedio del gruppo amminico nelle reazioni transaminazione. Quindi, fondamentale per la biosintesi di nuovi amminoacidi.

Dalle vitamina B2 (Riboflavina) e B3 (o PP o Niacina)  derivano, rispettivamente, i coenzimi FAD e NAD-NADP (il NAD partecipa ai processi catabolici, il NADP a quelli anabolici), in grado di trasportare elettroni nelle reazioni di ossido riduzione, fondamentali per la nostra biochimica.

 Vediamole nel dettaglio.

Vitamina B1 – tiamina

La sua carenza provoca il beri beri. Questa vitamina, presente nel germe di grano, nella frutta secca a guscio, nei legumi, partecipa alla decarbolizzazione ossidativa degli alfachetoacidi. Ad esempio, nella trasformazione del piruvato (intermedio del metabolismo glucidico) in AcetiloA, tappa fondamentale per l’ingresso nel ciclo di Krebs (ciclo metabolico di vitale importanza). In altre parole, questa vitamina viene utilizzata dal corpo per trasformare il glucosio in energia utilizzabile. Principalmente coinvolta nel metabolismo del glucosio e nella sintesi del ribosio (un monosaccaride contenuto in ogni cellula, facente parte di strutture come RNAATP – energia utilizzabile dal nostro organismo).

La sua carenza, il beri beri, interessa il sistema nervoso e cardiovascolare. E’ causata da una dieta basata su cereali raffinati. Gli organi maggiormente colpiti sono cuore e cervello.

Vitamina B2 – riboflavina

Questa vitamina, analogamente alla niacina (B3), è essenziale per la sintesi di coenzimi coinvolti nelle reazioni di ossidoriduzione che partecipano al metabolismo dei carboidrati e degli acidi grassi.

Questa vitamina è ampiamente diffusa in alimenti sia vegetali sia animali.

Vitamina B3 – niacina

La sua carenza causa la pellagra. Questa malattia fece la sua comparsa in Europa nel 1700 a seguito dell’ampia diffusione della coltivazione di mais che divenne la principale fonte alimentare per le classi povere. Il mais è poverissimo di triptofano (un amminoacido essenziale presente invece nel grano). La niacina (B3) è infatti sintetizzata a partire dall’acido chinolinico, la cui fonte è il triptofano.

Vitamina B5 – acido pantotenico

E’ principalmente coinvolta nel metabolismo degli acidi grassi. Ma anche di glucidi e proteine. E’ una vitamina piuttosto ubiquitaria.

Vitamina B6 – piridossina

Da questa vitamina, come abbiamo visto, deriva il coenzima PLP che catalizza molte reazioni enzimatiche riguardanti il metabolismo degli amminoacidi (come abbiamo visto, la transaminazione, ovvero il trasferimento del gruppo amminico degli amminoacidi, per il catabolismo o la sintesi di amminoacidi).

Anche questa vitamina è abbastanza diffusa sia nel mondo vegetale che animale. La sua carenza è molto rara.

Vitamina B7 – biotina

Questa vitamina stimola la produzione di lecitina, una sostanza che viene inoltre utilizzata a livello epatico per la sintesi di un enzima chiamato Lecitina Colesterolo Acil Transferasi(LCAT), in grado di esterificare il colesterolo. Ha quindi la capacità di ridurre il colesterolonel sangue.

La troviamo ad esempio nei cereali integrali.

La sua carenza è rara e può essere indotta da un’elevata ingestione di albume crudo, che contiene avidina, una proteina (che si inattiva con la cottura) che pregiudica l’assorbimento della biotina a livello intestinale.

Sintomi di carenza principali sono a carico del sistema nervoso centrale e della cute.

Folati o Vitamina B9

Sono vitamine naturalmente presenti negli alimenti a foglia verde. Importanti per il metabolismo degli amminoacidi e di basi azotate, quindi per la sintesi del DNA.

Il suo fabbisogno aumenta in gravidanza.

Le cellule a rapida proliferazione necessitano di folati: vengono usati antifolati per un0azione antineoplasitca.

Mentre i folati sono presenti in natura, l’acido folico è la forma usata nei supplementi. L’integrazione di acido folico e supplementi di B12 può essere correlata ad un aumento di rischio di tumori (https://www.webmd.com/cancer/news/20091117/folic-acid-b12-may-increase-cancer-risk#1)

Vitamina B12 – cobalammina

La sua carenza può determinare anemia perniciosa e neuropatia (danni, anche irreversibili, al sistema nervoso)

La vitamina B12 è presente in piccole quantità nel nostro organismo. Per poter essere assorbita a livello intestinale è necessaria la presenza di una proteine secreta dalle cellule parietali dello stomaco (fattore intrinseco di Castle).

La B12 è sintetizzata solo da microorganismi. Le piante, eccetto alcune alghe, non usano questa vitamina. Per gli animali, la fonte è il prodotto di sintesi microbica. I ruminanti, ad esempio, l’acquisiscono dai batteri del rumine. L’uomo dai prodotti animali (che mangiano il loro cibo naturale).

Le forme alimentari più ricche sono fegato di bue, carne, pollo, pesce, uova. E’ presente anche il latte, yogurt, formaggi.

Le donne in allattamento meritano particolare attenzione in quanto la carenza di questa vitamina potrebbe essere asintomatica nella madre, ma ripercuotersi sul bambino, con conseguenze anche gravi.

I vegani possono beneficiare di supplementi di B12.

Fonte: Biochimica medica strutturale metabolica e funzionale, di Noris Siliprandi, Guido Tettamanti

via Il Cibo della Salute